Ma puoi ch’ella mi vide (Il Tesoretto, IV) – Brunetto Latini

Ma puoi ch’ella mi vide, la sua cera che ride inver’ di me si volse, e puoi a sé m’acolse molto covertamente, e disse immantenente: “Io sono la Natura, e sono una fattura de lo sovran Fattore. Elli è mio creatore: io son da Lui creata e fui incominciata; ma la Sua gran possanza fue sanza comincianza. E’ non fina … Continua a leggere

La Credenza – Arthur Rimbaud

E’ un ampio armadio scolpito; l’antica scura quercia ha preso una buon’aria di vecchia gente; l’armadio è aperto, e scioglie dentro l’ombratura come onda di vin vecchio, un profumo attraente. È un miscuglio di vecchie anticaglie, stipato di panni odorosi e gialli, di straccetti di donne e fanciulli, di appassiti merletti, di scialli di nonna col grifo pitturato; – Qui … Continua a leggere

La Maliziosa – Arthur Rimbaud

Nella sala da pranzo, bruna, profumata di frutta e di vernice, come chi non pensa raccolsi un piatto di non so quale portata belga, e sprofondai nella mia sedia immensa. Mangiando, udivo il pendolo, – calmo e giulivo. La cucina s’aprì in mezzo a una sbuffata. – Entrò la serva, e chissà per quale motivo, lo scialle sfatto, con malizia … Continua a leggere

Il cinque maggio – Alessandro Manzoni

Ei fu. Siccome immobile, dato il mortal sospiro, stette la spoglia immemore orba di tanto spiro, così percossa, attonita la terra al nunzio sta, muta pensando all’ultima ora dell’uom fatale; né sa quando una simile orma di pie’ mortale la sua cruenta polvere a calpestar verrà. Lui folgorante in solio vide il mio genio e tacque; quando, con vece assidua, … Continua a leggere

Rio Bo – Aldo Palazzeschi

Tre casettine dai tetti aguzzi, un verde praticello, un esiguo ruscello: Rio Bo, un vigile cipresso. Microscopico paese, è vero, paese da nulla, ma però… c’è sempre disopra una stella, una grande, magnifica stella, che a un dipresso… occhieggia con la punta del cipresso di Rio Bo. Una stella innamorata? Chi sa se nemmeno ce l’ha una grande città.

Chi sono? – Aldo Palazzeschi

Son forse un poeta? No, certo. Non scrive che una parola, ben strana, la penna dell’anima mia: “follia”. Son dunque un pittore? Neanche. Non ha che un colore la tavolozza dell’anima mia: “malinconia”. Un musico, allora? Nemmeno. Non c’è che una nota Nella tastiera dell’anima mia: “nostalgia”. Son dunque…che cosa? Io metto una lente Davanti al mio cuore per farlo … Continua a leggere

Chiare fresche e dolci acque – Francesco Petrarca

Chiare fresche e dolci acque ove le belle membra pose colei che sola a me par donna; gentil ramo, ove piacque, (con sospir mi rimembra) a lei di fare al bel fianco colonna; erba e fior che la gonna leggiadra ricoverse con l’angelico seno; aere sacro sereno ove Amor co’ begli occhi il cor m’aperse: date udienza insieme a le … Continua a leggere

Erano i capei d’oro a l’aura sparsi – Francesco Petrarca

Erano i capei d’oro a l’aura sparsi, che ‘n mille dolci nodi gli avolgea; e ‘l vago lume oltra misura ardea di quei begli occhi, ch’or ne son sì scarsi; e ‘l viso di pietosi color farsi, non so se vero o falso, mi parea: i’ che l’ésca amorosa al petto avea, qual meraviglia se di sùbito arsi? Non era … Continua a leggere

Quegli mi appare esser proprio un dio (Carme 51) – Caio Valerio Catullo

Quegli mi appare esser proprio un dio, anzi, se fosse lecito, egli è sopra un dio, perché seduto in fronte a te, lui se ne sta tranquillo a guardarti e ascoltarti, mentre sorridi dolce: e invece a me, infelice, svelli del tutto i sentimenti. Ché non appena ti vedo, Lesbia, non mi sopravvive un filo di voce. Ma s’intorpida la … Continua a leggere