Sonetto 18 – Will Shakespeare

Devo paragonarti a un giorno d’estate?
Tu sei più bello e più temperato.
Tempestosi venti scuotono i cari boccioli di Maggio
E la durata del’estate ha una scadenza troppo breve
Talvolta troppo caldo l’occhio del cielo splende
E spesso il suo aspetto dorato è oscurato
E ogni bellezza dalla bellezza presto o tardi declina
Dal caso o dal mutevole corso della Natura privata di ornamenti
Ma la tua eterna estate non appassirà
Nè perderà possesso di quella bellezza di cui sei in debito
nè si vanterà la morte che tu vaghi nella sua ombra
Quando in versi eterni nel tempo tu crescerai
Finchè gli uomini potrenno respirare o gli occhi vedere
Tanto vivrà questa poesia, e questa darà vita a te.

Sonetto 18 – Will Shakespeareultima modifica: 2008-09-21T11:10:00+02:00da modellaroby
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